Santuario della Beata Vergine del Carmelo di Roveleto di Cadeo, fraz. Cadeo (PC)

Il Santuario della Beata Vergine del Carmelo è situato nella frazione di Roveleto di Cadeo, ubicato lungo la S.S.9 Via Emilia, nel comune di Cadeo (PC), nel tratto fra Pontenure e Fiorenzuola d'Arda e fa parte della diocesi di Piacenza-Bobbio.

L'origine e costruzione dell'intero bene è avvenuta dopo che, nel 1676 Francesco Maria Albrizio Tadini, nobile piacentino, fece dipingere dal piacentino Pietro Martire, l'effigie della Vergine del Carmelo con San Giuseppe e San Francesco sormontati dallo stemma della famiglia Tadini, in una nicchia lungo la via Emilia nei pressi di Roveleto (che allora era in aperta campagna).
In conseguenza della grande devozione nei riguardi della nicchia, nel 1679 il parroco di Fontana Fredda Don Ludovico Varani, fece costruire dal capomastro di Fiorenzuola Pietro de Marchisiis una piccola cappella che racchiudesse la nicchia. In seguito si decise di costruire una chiesa, costruzione che fu avviata nel 1750 da don Antonio Maria Pellizza, divenuto parroco nel 1735 e rimasto fino oltre trent'anni.  
A lui si deve l'idea di erigere, a fianco della cappella, un oratorio, dando inizio alla sua costruzione. Nelle "Memorie di don Ugolini - anno 1892", si legge: "Nel 1750 il don Pellizza dà principio alla costruzione del santuario, a linea della strada Emilia, vicino al sacello, verso sera. Nel corso di 17 anni, con le offerte dei devoti, con i propri denari, con molti disturbi e fatiche, ne ha potuto costruire la parte principale, sino alla balaustra, davanti alla quale era situato l'altare"
Alla morte di don Pellizza, la cui lapide è visibile su un muro interno del santuario (è sepolto in corrispondenza della cupola), gli subentrò don Gaetano Dondi, che portò a termine l'opera, seppure non secondo il progetto originario. 
Infatti il Vescovo di Piacenza, mons. Alessandro Pisani, reputò che il progetto fosse "non conveniente a un edificio addetto al culto" e comandò di portarlo a termine con alcune modifiche. 
Purtroppo, il progetto originale è andato perduto, ma fu riprogettato con molte probabilità e attribuito alla famiglia Galli, detta dei Bibiena, dal luogo di provenienza (l'odierna Bibbiena, in provincia di Arezzo), di cui esponente di spicco fu Ferdinando Galli (Bologna 1657 - ivi 1743), che lavorò a lungo per i duchi di Parma. 
Nel 1776 la costruzione venne completata con il coro e il presbiterio e vi fu trasferita l’immagine mariana dalla cappelletta devozionale, inserita in un altare con ancona marmorea coevo. La figurazione è stata rimaneggiata nel Novecento da Nazzareno Sidoli
Nel 1836 imperversò il terribile "cholera morbus" che fece strage fra le popolazioni emiliane. Tanti accorrevano al Santuario a implorare pietà e aiuto alla Madonna. Il 16 Luglio, festa della Beata Vergine del Carmine, si sparse la voce che la Madre di Dio era apparsa nelle acque di quella che, da tale momento in poi, verrà chiamata "Fontana della Madonna", infatti, uno di questi devoti asserì di avere visto, il 16 Luglio, apparirgli la Madonna presso una fontanella nei paraggi del torrente Chiavenna. Questo racconto attirò ancora più gente e molti testimoniavano di essere stati sanati dal morbo mediante l'acqua della fontanella. 
Pur non avendo il fatto ricevuto conferma dalle autorità ecclesiastiche, chiunque veniva al Santuario non poteva mancare di far visita alla fonte e la tradizione durò fino a tempi recenti, quando il luogo cadde in stato di abbandono. La fontanella venne infine rimossa per far posto ad un nuovo ponte, ma è stata in seguito ripristinata, anche se non nella posizione originaria, da un gruppo di volontari di Legambiente, nell'ambito di un piccolo parco del Chiavenna situato nelle vicinanze.
Nel 1844 venne rifatta la copertura del Santuario costituita da lastre di rame. 
Nel 1850 fu costruita la torre campanaria, isolata sul retro dell’edificio, progettata dall'architetto Gianantonio Perreau di Piacenza. A pianta quadrata, in mattoni a vista, su due ordini, separati da una cornice marcapiano, con lesene d'angolo, termina con una cella aperta sui quattro lati da monofore a tutto sesto e coperta con tetto a quattro falde con manto in coppi. 
Nell'Ottobre 1886 il Vescovo mons. Giovanni Battista Scalabrini consacrò il Santuario, sotto il titolo del SS. Nome di Maria. (E' visibile la lapide commemorativa all'interno della chiesa). 
La facciata tardobarocca della chiesa è tripartita da lesene a fascio su due ordini, separati da trabeazione mistilinea che prosegue lungo le ali laterali a formare una quinta scenografica. L’interno è provvisto di tamburo circolare a quattro finestroni, cupola e lanterna sopra la navata; sormonta i pilastri una trabeazione spezzata in aggetto.  
Agli angoli, spazi triangolari con cupolette cieche formano un ambulacro. La decorazione a quadrature illusionistiche, dipinte da Cesare Cappelli nel 1773, in sintonia con il succedersi di volte a vela, a botte e a cupolino dona effetti di grande suggestione.   
A sinistra del presbiterio si apre la cappella della statua della Madonna di Roveleto, rivestita di ex voto per grazia ricevuta, interessanti documenti pittorici e di costume databili dalla fine del Seicento. 
L'interno custodisce, dai primi del novecento, un'Organo costruito dalla ditta Giuseppe Cavalli di Piacenza con materiale eterogeneo più antico: cassa lignea ad una campata con stupenda cornice, dorature e fregi intagliati.
Il santuario è stato elevato a parrocchia nel 1938 con decreto vescovile del 7 Dicembre, cui seguì il regio decreto del 16 Maggio 1940. 
Nel 1966 fu necessario riparare la copertura dell'edificio in quanto aveva subito gravi danni a causa del tornado che colpì Roveleto il 4 luglio dello stesso anno. 
Nel 2010 è stato eseguito il restauro degli affreschi del Santuario. 
L'avancorpo centrale, convesso ai lati, è sormontato da una cimasa a vela con trabeazione mistilinea. Al centro del timpano della vela si trova un arco pensile a tutto sesto in stucco. Al centro, nella parte inferiore centrale si apre il portale festivo, rettangolare, con cornice in stucco, sormontato da frontone curvilineo, decorato. Al di sopra del portale si apre un finestrone a casula con cornice modanata, in stucco.
Nelle ali convesse del corpo centrale si aprono, nella parte inferiore, due monofore a tutto sesto, in quella superiore due nicchie a tutto sesto. Le ali sono sormontate da rampanti curvilinei, convessi, interrotti, di raccordo con la facciata.
Nei fronti diagonali a lato della facciata si aprono, all'ordine inferiore, i portali feriali, rettangolari, con cornice modanata in stucco, sormontati da finestroni a croce lobata. Al secondo ordine si aprono rosoni circolari, coronati da gocciolatoio in stucco. I fronti laterali della navata e del presbiterio sono forati da finestroni rettangolari a varie altezze. Al fronte destro si addossa la Canonica. Al di sopra della navata centrale si eleva un tamburo circolare, scandito da otto lesene, forato da quattro finestroni rettangolari ai lati, coperto con cupola, con lanterna, scandita da sei lesene con cupolino in rame.  
Il Santuario ha uno schema planimetrico biassiale, pianta centrale ridotta, a navata unica con ambulacro, preceduta da un atrio e caratterizzata da uno spazio centrale a baldacchino, con pilastri liberi e murali compositi, coronato da tamburo forato da finestroni e cupola con lanterna.  
Al di sopra dei pilastri corre lungo la navata e il presbiterio una trabeazione spezzata in aggetto.
Spazi triangolari agli angoli, voltati con cupolette cieche, formano un l'ambulacro intorno allo spazio centrale. Il presbiterio a pianta rettangolare, a due campate, scandite da lesene a fascio composite, è voltato a botte, con la volta forata dalle unghie dei finestroni del claristerio.
Ai lati del presbiterio si aprono sulla navata due vani a pianta rettangolare, voltati a botte che accolgono, a sinistra la cappella dedicata alla Madonna di Roveleto, a destra la sagrestia. 
Le coperture del tetto a due falde con capriate e cupola con tamburo, in corrispondenza della navata centrale; tetto a due falde in corrispondenza del presbiterio, della cappella e della sagrestia laterali.  
I Pavimentato in mattonelle di cemento a disegni geometrici lungo la navata e lungo il presbiterio, sopraelevato di un gradino sul piano della chiesa, in marmo rosso di Verona. 
Elementi decorativi sono presenti nei pilastri murali con trabeazione continua, nei pilastri liberi con monconi di trabeazione, plasticamente elaborati. Volte, vele ed archi affrescati. 
E' stata adeguata liturgicamente nel periodo 1970-1980 con altare maggiore, mensa in marmo rosso su pilastrini laterali in marmi policromi, con tre pilastrini centrali, in marmo rosso e rosa, a forma di stanti di balaustra.

Alcune foto del Santuario della Beata Vergine del Carmelo di Roveleto di Cadeo

Facciata

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Facciata


[Clicca per ingrandire]

Visuale destra

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Visuale destra


[Clicca per ingrandire]

Visuale sinistra

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Visuale sinistra


[Clicca per ingrandire]

Campanile sul retro dell'edificio

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Campanile sul retro dell'edificio

[Clicca per ingrandire]

Lapide che commemora la consacrazione del Santuario

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Lapide che commemora la consacrazione del Santuario
[Clicca per ingrandire]

Interno

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Interno


[Clicca per ingrandire]

Altare

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Altare


[Clicca per ingrandire]

Madonna del Carmelo con San Giuseppe e San Francesco

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Madonna del Carmelo con San Giuseppe e San Francesco
[Clicca per ingrandire]

Effige Madonna del Carmelo

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Effige Madonna del Carmelo

[Clicca per ingrandire]

Cappella dedicata alla Madonna di Roveleto

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Cappella dedicata alla Madonna di Roveleto

[Clicca per ingrandire]

Fonte Battesimale

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Fonte Battesimale


[Clicca per ingrandire]

Tetto a volta con cupole affrescate

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Tetto a volta con cupole affrescate


[Clicca per ingrandire]

Cupola maggiore affrescata

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Cupola maggiore affrescata

[Clicca per ingrandire]

Affresco nella cupoletta centrale

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Affresco nella cupoletta centrale

[Clicca per ingrandire]

Decorazioni del soffitto

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Decorazioni del soffitto


[Clicca per ingrandire]

Organo costruito dalla ditta Giuseppe Cavalli

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Organo costruito dalla ditta Giuseppe Cavalli

[Clicca per ingrandire]

Ex voto nella Cappella Madonna di Roveleto

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Ex voto nella Cappella Madonna di Roveleto

[Clicca per ingrandire]

Ex Voto

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Ex voto


[Clicca per ingrandire]

Controfacciata

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Controfacciata


[Clicca per ingrandire]

Fontana della Madonna

Santuario della Beata Vergine del Carmelo

Fontana della Madonna


[Clicca per ingrandire]

Vista panoramica
Indirizzo Edicola

Via Case Nuove, 2                     
60010 Castelleone di Suasa
(An)

Contatti

Bellagamba Franco
Email: 
edicoladelcarmine@suasa.it
Telefono: 071-966352 

Collegamenti

Link Utili


Privacy

Mobirise site software - Get now